giovedì 19 gennaio 2012

Case in Italia, facciamo il punto della situazione


Da poco si è conclusa l’elaborazione dei dati del censimento 2011, alcuni paragrafi del questionario erano interamente dedicati alle abitazione e alla maniera di intendere la casa e l’abitare in Italia. Il censimento ha evidenziato numerosi dati interessanti che fanno emergere anche un quadro chiaro della situazione del mercato immobiliare nel Bel Paese.

In Italia ci sono 132 case ogni 100 famiglie, di queste solo 74 sono abitazioni il resto sono strutture ricettive, uffici ed immobili commerciali. Il 74% delle famiglie italiane possiede un’abitazione, la percentuale è molto alta soprattutto se messa in considerazione con la media europea. Questo sta a significare che il mattone è ancora considerato l’investimento maggiore della vita.

L’età media dei proprietari di case in Italia è superiore a 51 anni, la superficie media delle abitazioni italiane è di circa 62 m/q e solo il 10% delle immobili abitati è in affitto.

Qui parliamo di medie è ovvio che le case in vendita a Milano avranno delle caratteristiche totalmente diverse dalle zone rurali o turistiche.  Generalmente più ci si avvina ai centri urbani più il prezzo al m/q sale mentre le metrature diminuiscono. Il tutto sta nel cercare centri cittadini che siano ancora a misura d’uomo, ad esempio Torino (case Torino). Ultimo dato, la distribuzione degli immobili è molto diseguale ci sono poche persone che possiedono molti immobili, un quarto delle totalità degli immobili è posseduto dal 10% di popolazione più ricca. 

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venerdì 16 dicembre 2011

Ottimismo anti-crisi


Era temuta ed è arrivata. Ad annunciarla sono stati esponenti del Governo e di Confindustria, così ora è ufficiale: l’Italia è in una fase di recessione. Non capitava dal biennio 2008-2009, quando durò per 15 lunghi mesi. Le manovre attuate e soprattutto quelle attese da parte di Monti e dei suoi ministri dovrebbero invertire la tendenza; ciò non toglie che la diminuzione del PIL di questa fase non faccia pensare a niente di buono. Per mesi ci è stato detto che l’Italia era un paese sano, stabile e forte, non comparabile ad altre nazioni europee come Grecia e Irlanda: eppure nel triennio tra il 2007 e il 2009 sono spariti quasi 600 mila posti di lavoro e nel 2010 i disoccupati italiani erano oltre 2 milioni! Numeri tragici, specchio di una situazione che colpisce soprattutto le fasce più deboli; i pensionati che non riescono a raggiungere la fine del mese, le famiglie, costrette a limitare le spese nonostante i continui aumenti dell’inflazione e infine i giovani.
Qualche anno fa sono stati definiti un po’ troppo frettolosamente “bamboccioni”, ma se rappresentano quasi il 40% dei senza lavoro la responsabilità non può essere solo la loro. In queste condizioni lasciare la casa dei genitori per un nuovo tetto è un’impresa destinata a fallire; provate voi stessi, cercate su internet annunci come “case Torino” o “affitto a Roma” e vi renderete conto che senza un buono stipendio sarà impossibile far fronte alle spese!
Eppure, nonostante tutto questo, stando al Rapporto Istat 2011, il 71% degli italiani alla domanda “Come ti senti?” risponde “Bene!”. Che dire? Siamo un popolo d’inguaribili ottimisti!

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lunedì 4 ottobre 2010

La nuova prostituzione indoor a Torino

Case Torino” come nuovo sinonimo di case di tolleranza? Antonino Runci, sostituto commissario della Squadra mobile della Questura del capoluogo piemontese, spiega che, mentre una volta le forze dell’ordine potevano avere un’idea dell’ordine di grandezza del fenomeno prostituzione, ora non hanno più modo di monitorare la situazione.
Il motivo sta nel fatto che la prostituzione sta scomparendo dalle strade per ritirarsi progressivamente negli appartamenti, negli stanzini nascosti dei locali notturni, nei centri estetici fasulli.
Purtroppo ciò non significa una maggior tutela per le ragazze, come era – in qualche modo – per le case di tolleranza originali, ma, al contrario, rendendole invisibili, le espone ancor di più ad un bieco sfruttamento senza scrupoli.
Le ragazze più giovani - le “bamboline”, come vengono pubblicizzate dai loro protettori -, non hanno più neanche la speranza che qualche comune cittadino, vedendole per strada, nell’età in cui dovrebbero frequentare la scuola media, indignato chiami la polizia.
Le organizzazioni criminali, fiutato l’affare, hanno allargato i loro traffici, tradizionalmente rivolti ad armi e droghe, alla gestione degli immigrati e in particolare alla tratta delle extracomunitarie. Queste ragazze, molto spesso minorenni, provenienti da famiglie povere, vengono reclutate nei loro paesi d’origine con la promessa di lavoro o di matrimonio. Arrivate in Italia, vengono piegate a suon di botte e minacce ai voleri delle varie bande, che se le scambiano e se le vendono come se si trattasse di una qualsiasi merce.

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