lunedì 12 marzo 2012

L'ortica e le proprietà curative


L'ortica è una pianta che appartiene alla famiglia delle Urticacee. Cresce in zone umide e la sua caratteristica è quella di avere le foglie e il fusto completamente ricoperti da peli irritanti, ma l'effetto urticante svanisce dopo 12 ore dalla raccolta.

Le proprietà curative dell'ortica sono conosciute sin dall'antichità, poi confermate anche dalla ricerca scientifica. Le foglie, in particolare, sono una vera miniera di ferro, calcio, magnesio e fosforo, inoltre, contengono clorofilla, carotene e vitamine A, C e K. In virtù dell'abbondanza di ferro e clorofilla svolge un’importante azione antianemica, caratteristica che la rende un'alleata preziosa per chi soffre di anemia. Inoltre, favorisce la diuresi e la depurazione dell'organismo, eliminando cloruri e acidi. L'ortica contiene in piccole quantità anche la creatina, che migliora la digestione e l'assimilazione dei cibi.

L'ortica, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie sull'intestino, è utile anche in caso di diarrea. Questa pianta dalle molteplici virtù trova impiego anche nella preparazione di prodotti cosmetici contro la caduta dei capelli e la forfora. Può essere usata, per gli stessi motivi, sotto forma di decotto da frizionare sul cuoio capelluto. Si lascia bollire in mezzo litro d'aceto e ¾ di acqua 100 g di foglie di ortica per 20 minuti. Si fa raffreddare e si filtra. Il liquido ottenuto si usa subito dopo il lavaggio dei capelli, frizionando il cuoio capelluto. Prima di risciacquare si attende una decina di minuti. Quest'operazione va fatta 1 volta a settimana.

Con le ortiche appena raccolte, invece, si può preparare un'ottima crema da consumare su crostini e tartine. Si tritano le ortiche in precedenza sminuzzate con prezzemolo, qualche noce, uno spicchio di aglio, olio extra vergine d'oliva, un pizzico di sale e il succo di limone, fino a quando la crema risulta compatta.

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mercoledì 26 ottobre 2011

Agricoltura biodinamica, principi e caratteristiche


Agricoltura biologica, agricoltura biodinamica, sono alcuni dei termini ed espressioni sempre più utilizzate nel linguaggio comune, spesso anche in maniera non corretta o quantomeno inopportuna. Le tendenze bio, soprattutto per ciò che riguarda l’industria alimentare e quella della cura del corpo, stanno prendendo sempre più piede, soprattutto nei paesi del Nord Europa mentre in maniera più limitata in Italia. Ma se più intuitivo può essere la comprensione dell’agricoltura biologica meno lo è quella biodinamica. Quest’ultima viene intesa come un metodo di coltura che si lega ad aspetti antroposofici che derivano dalla particolare visione del mondo di Rudolf Steiner, filosofo ed esoterista austriaco che ha vissuto a cavallo tra l‘800 e il ‘900. Sulle teorie di Steiner si sono basati nuove concezioni dell’agricoltura e del processo di coltivazione, considerate spesso anche poco razionali.

L’agricoltura biodinamica sta a sottolineare l’utilizzo di sistemi sostenibili per la produzione agricola, in particolare dei prodotti alimentari derivanti dalla terra. Un tipo di agricoltura che deve considerare l’ecosistema terrestre un'unica cosa , in cui il suolo e la vita che si sviluppano in esso non possono essere scisse né tantomeno modificate o alterate dall’intervento umano. Steiner basò la sua teoria biodinamica essenzialmente su due differenti principi che si legano a questo tipo alternativa di agricoltura: il compostaggio e le fasi della Luna. Dunque da un parte ci sono appigli più scientifici che fanno di questa pratica qualcosa di “serio”, mentre dall’altro sono altrettanto numerosi i riti, le pratiche e le tecniche che ben poco hanno di scientifico per attivare il processo agricolo ma somigliano più che altro a metodi bizzarri, quasi dei riti magici la cui efficacia non è stata finora dimostrata. Motivo per il quale oggi la biodinamica viene considerata una pseudoscienza.

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